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Quei de Viorba |
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La storia del rugby a Villorba nasce nei primi anni ’70.
Il germe di questo sport viene diffuso da un professore, che insegnava alle scuole medie di Villorba, Franco Casellato, giocatore di rugby a Treviso.
Da lì iniziarono le prime comparse ai Giochi della Gioventù, e piano piano, con l’aiuto di altri giocatori ed ex giocatori di Treviso, cominciò a formarsi la squadra che si iscrisse al campionato di serie C.
Iniziò così una avventura che è arrivata fino ad oggi.
Ovviamente, essendo una società relativamente giovane, per molto tempo il problema “Veterans” non si pose.
Ma, si sa, gli anni passano per tutti, e qualcuno cominciava ad avere un’età in cui non poteva più tesserarsi.
Nacquero così, per opera principalmente di Sandro Zambon, ex giocatore di Villorba, i Dogali, che però, anche per la mancanza di “materia prima” locale, erano una squadra ad invito, con giocatori provenienti da molte squadre del Veneto.
Questa selezione però ha avuto il merito di far vedere che in qualche modo, quelli che smettevano, e visto il passare dagli anni erano sempre più numerosi, potevano in qualche modo mantenere il contatto col mondo della palla ovale.
Andando avanti con le stagioni sempre più giocatori del Villorba arrivavano a raggiungere il fatidico limite e la schiera degli “Old” si infoltiva sempre più.
Così, da pochi anni, abbiamo “Quei de Viorba” squadra che ha una maggiore identità, essendo composta principalmente di vecchi giocatori che hanno militato proprio a Villorba.
Ovviamente non essendoci nessun vincolo, se non quello di trovarsi per passare qualche ora assieme, ci sono anche giocatori che provengono da altre realtà, e che hanno trovato qui, una compagnia ideale.
A dire la verità, molto ha contribuito anche la Club House, un edificio, da pochi anni completato e attivo, provvisto di tutti i comfort (intesi come liquidi e solidi da ingerire) necessari ad un giocatore di rugby, sia esso giovane o già avanti con l’età, dove recuperare le energie dopo gli allenamenti, o, per i più pigri, dove recuperare le energie, anche senza essersi allenati, semplicemente per “solidarietà” con quelli che sono andati in campo.
Le finalità della nostra squadra sono semplici: ritrovarci assieme, recuperare amicizie e contatti che magari col cessare dell’attività a volte, per svariati motivi, erano persi o molto diradati.
E nei limiti delle nostre possibilità, aiutare la società, i seniores, i giocatori in erba del minirugby, a continuare al meglio questa avventura che si chiama rugby.
Se volete, siate giocatori, ex giocatori, oppure semplici curiosi che vogliono cercare di capire come si possa appassionarsi ad un gioco così strano, potete venire a provare se la nostra compagnia sarà sufficientemente stimolante da farvi passare qualche sera a rincorrere un pallone.
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• Come fai a sapere che cosa è l’amore se la tua vecchia non ti ha mai ricucito la maglia nonostante la sua preoccupazione ogni volta che entravi in campo
• Come fai a sapere che cosa è il dolore, se non hai mai subito un placcaggio e dopo non hai potuto allacciarti le scarpe per un mese
• Come fai a sapere che cosa è piangere, se non hai mai perso una finale alla fine del tempo con una punizione dubbia
• Come fai a sapere che cosa è l’affetto, se non ti sei reso conto che stavi coccolando la palla mentre ascoltavi il discorso del tecnico
• Come fai a saper che cosa è la solidarietà, se non ti sei mai fatto espellere dal campo per difendere un compagno colpito indifeso a terra
• Come fai a sapere che cosa è la poesia se non hai mai calciato un drop con un avversario addosso
• Come fai a sapere che cosa è l’umiliazione, se non ti hanno mai fatto un calcetto a seguire sopra la testa e non ci sei arrivato
• Come fai a sapere che cosa è toccare il cielo con un dito, se non hai mai fatto un giro di campo per poi buttarti in piscina
• Come fai a sapere che cosa è il panico, se non ti hanno mai sorpreso incerto in un contrattacco
• Come fai a sapere che cosa è morire un po’, se non sei mai andato a recuperare la palla dietro ai pali
• Come fai a sapere che è la solitudine se non ti sei mai trovato da estremo a fermare un attacco di gente disposta ad ammazzare le tue speranze
• Come fai a sapere che cosa è il fango se non ti sei mai attaccato alle gambe di qualcuno per evitare una meta
• Come fai a saper che cosa è l’egoismo se non hai mai fatto un passo in più pur avendo al tuo fianco un’ala smarcata
• Come fai a sapere che cosa è il sacrificio se non ti sei mai allenato in inverno sotto la pioggia dopo aver studiato e lavorato tutto il giorno
• Come fai a sapere che cosa è l’arte se non hai mai improvvisato una giocata con il tuo mediano
• Come fai a sapere che cosa è il servizio incondizionato se non sei mai stato un avanti
• Come fai a sapere che cosa è l’ingiustizia se non ti ha mai cacciato un arbitro che stava lontano
• Come fai a sapere che cosa è il perdono se non ti sei mai ubriacato con quello che ti ha mandato all’ospedale
• Come fai a sapere che cosa è il valore se non hai mai capovolto un risultato impossibile
• Come fai a sapere che cosa è l’amicizia se non hai mai vissuto un terzo tempo
COME FAI A SAPERE CHE COSA E’ LA VITA SE NON HAI MAI GIOCATO A RUGBY!



